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Supercompensazione

September 24th, 2006 by fitman

È il meccanismo che fa scattare l’allenamento per cui attraverso adeguati stimoli (esercizi) si tende a instaurare l’adattamento-risposta ai carichi e allo stress, ovvero vengono a crearsi i presupposti per resistere nel tempo a stimoli di maggiore entità (Figura 1).
I carichi ovviamente dovranno risultare quantitativamente e qualitativamente equilibrati, tali da scatenare quei processi biologici di adattamento che nel tempo instaurano delle risposte sempre più alte allo stimolo dato.
Particolare attenzione va posta ai giusti periodi di recupero tra le varie sedute di allenamento, è infatti in questa fase che l’organismo ricostituisce le riserve energetiche e le possibilità funzionali “compromesse” dall’allenamento.
Per attuare il meccanismo corretto di supercompensazione è necessario che lo stimolo allenante si ponga entro certe soglie, infatti (Figura 2):
- stimoli blandi e continui creano un iniziale, leggero adattamento in persone non allenate. Sono inefficaci e peggiorano la condizione generale di forma in atleti allenati;
- stimoli di media intensità e continui permettono un momentaneo mantenimento del livello di efficienza raggiunto che nel tempo tenderà leggermente a decrescere. Se lo stimolo non subisce infatti opportuni incrementi di intensità e volume vengono a crearsi delle vere e proprie “barriere” oltre le quali non è possibile andare;
- stimoli adeguati nell’intensità e volume con un’ottimale programmazione del numero di allenamenti e recuperi, comportano la migliore situazione di adattamento-risposta ai carichi;
- stimoli troppo elevati ed errati periodi di recupero (troppo ravvicinati) peggiorano rapidamente la condizione di allenamento. In questo caso si può andare incontro allo stato patologico di sovrallenamento oltre a possibili traumi sugli organi e apparati eccessivamente sollecitati.

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